Scherzo musicale tratto da un racconto di O. Henry
Creazione e Regia di Olga Melnik
Light designer: Samuele Batistoni
Personaggi e Interpreti:
- Elsie – Romana Rocchino
- Padre di Elsie/ impiegato – Gianni Monini
- Poliziotto/ cittadino – Osvaldo Di Cuffa
- Mister Brown – Vasco Bonechi
- Cowboy Hank/ guardiano – Samuele Batistoni
- Pasticciere/ Mormone – Stefano Montefalchi
- Cittadine – Francesca Catarzi, Nicole Scaramucci, Valentina Schiavi
«In ogni cosa ci sono storie da raccontare. Ho tratto alcuni dei miei migliori racconti dalle panchine dei parchi, dai pali della luce e dai chioschi dei giornali».
Così, può darsi che lo statunitense O.Henry, scrittore e maestro di short stories, nei primi del Novecento abbia davvero incrociato gli occhi smarriti di una ragazzina arrivata dalla campagna nella metropoli, in cerca di fortuna. Proprio quegli occhi, forse, ispirarono Elsie a New York, racconto che la compagnia Centro di Teatro Internazionale traduce in uno spettacolo dove l’umorismo e la leggerezza omaggiano lo stile inimitabile di O.Henry.
Così, nel cuore pulsante di New York, le candide Avenues diventano labirinti, per una ingenua ragazza di campagna come Elsie. E lei si perde in mezzo al fragore del sogno americano anni Cinquanta, alla ricerca di un lavoro onesto, e di un animo gentile e leale. La sua ultima speranza ha il nome di un certo Mr. Brown, un famoso stilista che potrebbe porre fine alle sue sventure. Forse…
O.Henry gioca, con questo breve ma denso racconto, con le incertezze della vita, le apparenze e le illusioni della società occidentale. Una trappola metropolitana che è sempre la stessa, con i suoi avvoltoi, gli strozzini, gli uomini d’affari e gli sfruttatori del mondo del lavoro. Il conflitto generazionale – tra l’entusiasmo innocente della gioventù e i meccanismi ipocriti della mentalità capitalista – è uno degli scenari di questo spettacolo, scenario interscambiabile per varie epoche e civiltà.
Il linguaggio teatrale però attinge alla poetica dello scrittore (che proprio durante un ingiusto soggiorno in carcere portò a termine le novelle confluite nella bellissima raccolta Memorie di un cane giallo): un ironico e sagace mix di dialoghi e parti coreografiche, dove la struttura della canzone è un mezzo narrativo e descrittivo che riporta alle atmosfere del varietà e del musical.
Perché il grottesco e il divertissement, in O.Henry, ballano assieme. Non vi sfuggirà qualche risata amara.